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Salvatore Fortunato: REIS Guitar Music

 (Brilliant Classics)

‍La musica di Dilermando Reis occupa un posto centrale nella storia del violão brasiliano. Chitarrista, compositore, didatta e protagonista della vita musicale di Rio de Janeiro, Reis fu una delle figure che più contribuirono a dare alla chitarra brasiliana una voce riconoscibile, sospesa tra tradizione popolare, eleganza melodica e raffinatezza strumentale. La sua musica appartiene al mondo del choro, della valsa, della seresta e della canzone strumentale, ma possiede una qualità che va oltre il semplice genere: una capacità immediata di evocare memoria, malinconia, movimento e saudade.

‍Il progetto discografico di Salvatore Fortunato dedicato alla musica per chitarra di Reis nasce proprio da questa prospettiva: restituire a un pubblico più ampio un repertorio profondamente legato alla cultura brasiliana, ma capace di parlare con naturalezza anche all’ascoltatore europeo. Non si tratta di una semplice raccolta di brani piacevoli o di miniature sentimentali. In queste pagine si coglie un vero modo di intendere la chitarra: uno strumento che canta, accompagna, danza, racconta, sostiene il ritmo e allo stesso tempo costruisce piccole architetture armoniche di grande finezza.

‍Dilermando Reis fu un musicista popolarissimo nel Brasile del Novecento. La sua attività radiofonica e discografica contribuì in modo decisivo alla diffusione della chitarra come strumento solista e come voce rappresentativa di un’intera cultura musicale. Tra gli anni Quaranta e Settanta registrò moltissimo, lasciando un repertorio che ancora oggi costituisce un punto di riferimento per chitarristi e appassionati di musica brasiliana. La sua importanza non risiede soltanto nella quantità delle composizioni o nel successo delle incisioni, ma nella capacità di costruire uno stile personale, immediatamente riconoscibile.

‍La scrittura di Reis vive spesso di apparente semplicità. Le melodie sembrano nascere con naturalezza, quasi fossero sempre esistite, ma sotto questa immediatezza si nasconde una raffinata sapienza armonica. Le modulazioni, i bassi mobili, le linee interne, le piccole deviazioni del discorso musicale danno a ogni brano una profondità che va ben oltre il carattere salottiero o nostalgico. È una musica che chiede controllo del suono, senso del rubato, chiarezza del fraseggio e una particolare capacità di far respirare la melodia senza appesantirla.

‍Il programma del disco attraversa alcune delle pagine più rappresentative del mondo poetico di Reis: Caboclinho, Alma Apaixonada, Dois Destinos, Promessa, Se Ela Perguntar, Gente Boa, Súplica, Uma Valsa e Dois Amores, Fim de Festa, Xodó da Baiana, Desengano, Eterna Saudade, Feitiço, Sandrinha, Sobradinho, Vê Se te Agrada, Tempo de Criança e Ternura. Già dai titoli emerge un universo fatto di affetti, ricordi, luoghi interiori, danze, sentimenti trattenuti e nostalgia. Non siamo di fronte a un repertorio costruito sulla grande forma, ma a una successione di immagini brevi, ciascuna dotata di un proprio carattere e di una propria luce.

‍Brani come Dois Destinos e Se Ela Perguntar mostrano bene la capacità di Reis di trasformare la canzone strumentale in un piccolo racconto. La linea melodica è sempre chiara, cantabile, vicina alla voce umana, ma la chitarra non si limita ad accompagnarla: la sostiene, la commenta, la avvolge con armonie mobili e con un uso del basso che richiama la tradizione del choro. In questa musica il canto e il ritmo non sono mai separati: la melodia nasce dal movimento interno dello strumento e il movimento ritmico diventa parte stessa dell’espressione.

‍In Xodó da Baiana, Caboclinho o Gente Boa emerge invece il lato più vivace e popolare di Reis. La danza, il carattere brillante, il gioco ritmico e l’energia del gesto chitarristico rivelano una scrittura capace di essere comunicativa senza perdere eleganza. Anche nei momenti più leggeri, Reis conserva un controllo preciso della forma e una straordinaria misura espressiva: nulla appare eccessivo, nulla viene esibito inutilmente.

‍Pagine come Eterna Saudade, Desengano, Súplica o Ternura conducono l’ascoltatore in una dimensione più intima. Qui la chitarra sembra farsi voce della memoria, strumento di una malinconia discreta e profondamente brasiliana. La saudade non è semplice tristezza, ma un sentimento più complesso, fatto di distanza, dolcezza, rimpianto e desiderio. Reis riesce a tradurre questa condizione emotiva in musica attraverso melodie limpide, armonie avvolgenti e un fraseggio che richiede all’interprete grande sensibilità.

‍Il valore di questo repertorio sta proprio nella sua capacità di stare in equilibrio tra mondo popolare e dimensione concertistica. Reis non scrive per impressionare attraverso il virtuosismo, ma per comunicare con immediatezza. Tuttavia, dietro questa immediatezza, si nasconde una scrittura chitarristica tutt’altro che banale: la gestione delle voci, la fluidità dei bassi, le modulazioni improvvise, l’equilibrio tra canto e accompagnamento richiedono una padronanza sottile dello strumento e una profonda comprensione dello stile.

‍Salvatore Fortunato affronta queste pagine valorizzandone il carattere cantabile e narrativo, evitando sia l’eccesso sentimentale sia una lettura troppo rigidamente “classica”. La sfida principale di questo repertorio è infatti interpretativa: occorre rispettare la naturalezza popolare della musica senza semplificarla, restituire la saudade senza trasformarla in maniera, mantenere il ritmo senza renderlo meccanico, lasciare spazio al canto senza perdere la precisione della scrittura.

‍Il disco permette così di ascoltare Dilermando Reis non soltanto come autore di pagine amate dalla tradizione brasiliana, ma come compositore capace di offrire alla chitarra un linguaggio personale, riconoscibile e profondamente comunicativo. La sua musica non cerca grandi architetture o sperimentazioni appariscenti, ma costruisce un mondo sonoro fatto di eleganza, memoria, danza, malinconia e naturalezza melodica.

‍Reis: Guitar Music restituisce quindi un ritratto affettuoso e convincente di una delle voci più importanti del violão brasiliano. Attraverso la chitarra di Salvatore Fortunato, queste pagine rivelano tutta la loro forza semplice e preziosa: una musica capace di unire immediatezza popolare e raffinatezza strumentale, nostalgia e vitalità, intimità e racconto. Un repertorio che merita di essere ascoltato non come curiosità esotica, ma come parte viva e significativa della storia della chitarra del Novecento.

 

Assolo Produzioni Musicali

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