Follow us!

Quintetto a plettro “Giuseppe Anedda”:

Quintetto a plettro “Giuseppe Anedda”

(SOL-FA-MI)

‍Questo CD omonimo del Quintetto a Plettro “Giuseppe Anedda” rappresenta una dichiarazione d’identità artistica prima ancora che una semplice raccolta di brani. Il programma mette in luce la natura più autentica dell’ensemble: la volontà di restituire agli strumenti a plettro una piena dignità concertistica, mostrando quanto mandolini, mandola, chitarra e contrabbasso possano attraversare linguaggi, epoche e geografie diverse senza perdere coerenza timbrica e forza espressiva.

‍Il nome del quintetto rimanda alla figura di Giuseppe Anedda, uno dei grandi protagonisti del mandolino italiano del Novecento, interprete che contribuì in modo decisivo a liberare lo strumento da una visione puramente folklorica o marginale. In questa prospettiva, il disco assume un valore particolarmente significativo: non si limita a celebrare una tradizione, ma la proietta in una dimensione viva, moderna, aperta al repertorio originale e alla possibilità di nuovi percorsi sonori.

‍Il programma si apre con Mediterranea di Luciano Bellini, pagina luminosa e fortemente evocativa, nella quale il riferimento al Mediterraneo non è semplice colore geografico, ma immagine musicale di incontro, movimento e memoria. La scrittura sembra costruire uno spazio aperto, fatto di ritmo, cantabilità e trasparenza, nel quale gli strumenti a plettro trovano una naturale capacità di dialogo. Il carattere gioioso e quasi danzante del brano introduce immediatamente l’ascoltatore in un mondo sonoro agile, brillante e profondamente comunicativo.

‍Feierlicher Reigen, Chaconne in re maggiore di Hermann Ambrosius, porta il disco verso una dimensione più severa e strutturata. La forma della ciaccona, fondata sulla ripetizione e sulla trasformazione progressiva, permette all’ensemble di mostrare un volto diverso: più architettonico, più raccolto, quasi cameristico in senso classico. In questa pagina la tradizione tedesca della musica per strumenti a pizzico si manifesta attraverso una scrittura ordinata e solenne, nella quale la chiarezza delle linee e il controllo del respiro formale diventano elementi centrali.

‍Con Lamé Rom di Massimiliano De Foglio il programma assume un carattere più narrativo e immaginifico. I movimenti Lamé Rom, Acciurep, Rumrì e Fesct costruiscono una piccola suite di quadri sonori, ciascuno dotato di un profilo distinto. La scrittura alterna gesti rapidi, episodi più lirici, momenti di colore e improvvise accensioni ritmiche, restituendo agli strumenti a plettro una dimensione quasi teatrale. Il titolo stesso suggerisce un mondo di viaggio, di racconto e di memoria popolare filtrata attraverso un linguaggio contemporaneo e personale.

‍Uno dei momenti più suggestivi del disco è The Song of Japanese Autumn di Yasuo Kuwahara, compositore che ha dato un contributo fondamentale al repertorio moderno per mandolino e orchestra a plettro. In questa pagina l’autunno giapponese diventa paesaggio interiore, immagine sospesa, luogo di delicatezza e malinconia. La scrittura lavora sulle risonanze, sui colori sottili, sulle sfumature dinamiche, chiedendo all’ensemble non solo precisione, ma una particolare capacità di ascolto reciproco. Il risultato è una musica contemplativa, nella quale il tempo sembra dilatarsi e ogni gesto acquista un valore poetico.

‍La parte conclusiva del disco è affidata alla musica di Eduardo Angulo, con brani come Jarabe Colimeño, Serenata, Huapango Criollo, Vals e Polka. Qui il programma si apre a un orizzonte latinoamericano, vivace e fortemente caratterizzato dal punto di vista ritmico. Angulo costruisce un linguaggio immediato e raffinato insieme, nel quale la danza, la melodia popolare e la scrittura concertistica convivono con naturalezza. I diversi brani formano una sequenza ricca di contrasti: dall’energia del jarabe e dello huapango alla grazia più raccolta della serenata, fino al profilo danzante del valzer e della polka.

‍Il valore del disco sta proprio nella varietà del percorso. Mediterraneo, Europa centrale, mondo rom, Giappone e America Latina non vengono accostati come semplici suggestioni esotiche, ma come diverse possibilità espressive di uno stesso organico. Il Quintetto Anedda mostra come gli strumenti a plettro possano essere insieme popolari e colti, intimi e brillanti, antichi e contemporanei, capaci di evocare tradizioni diverse senza rinunciare a una propria identità sonora.

‍La difficoltà principale di questo repertorio non è soltanto tecnica. È soprattutto stilistica. Ogni brano richiede un diverso equilibrio di suono, fraseggio e carattere: la luminosità mediterranea di Bellini, la misura formale di Ambrosius, la fantasia narrativa di De Foglio, la delicatezza poetica di Kuwahara, la vitalità ritmica di Angulo. L’ensemble è chiamato a cambiare continuamente prospettiva, mantenendo però una coerenza complessiva di timbro e di respiro cameristico.

‍In questo senso, il disco restituisce un’immagine molto chiara della missione artistica del Quintetto a Plettro “Giuseppe Anedda”. Non si tratta di difendere nostalgicamente una tradizione, ma di mostrarne la vitalità presente. Gli strumenti a plettro diventano qui una piccola orchestra da camera, capace di costruire colori, profondità, contrasti, linee cantabili e impulsi ritmici con una ricchezza spesso sorprendente.

‍Questa pubblicazione appare quindi come un ritratto dell’ensemble e, insieme, come una riflessione sul ruolo moderno del mandolino e degli strumenti a plettro. Attraverso autori e mondi sonori differenti, il Quintetto Anedda conferma che questa formazione non appartiene soltanto alla memoria storica o alla tradizione popolare, ma può essere uno spazio vivo di invenzione, dialogo e ricerca. Un disco che unisce eleganza, energia e varietà, restituendo agli strumenti a plettro una voce pienamente concertistica e profondamente attuale.

 

Assolo Produzioni Musicali

Via Genova, 18

00045 Genzano di Roma (RM)

tel. 349.6359958 - 347.3723910

E-mail: info@assoloproduzionimusicali.it


Follow us!