Cristiano Poli Cappelli: ANTONIO LAURO GUITAR MUSIC
(Brilliant Classics)
Con Antonio Lauro la chitarra sudamericana entra in una delle sue stagioni più luminose e riconoscibili. Compositore venezuelano, chitarrista e uomo profondamente legato alla cultura musicale del proprio paese, Lauro seppe trasformare il patrimonio popolare del Venezuela in un linguaggio concertistico di straordinaria naturalezza. La sua musica non nasce dall’imitazione esteriore del folklore, ma da una profonda assimilazione del canto, della danza, del ritmo e della memoria collettiva.
Il progetto di Cristiano Poli Cappelli dedicato alla musica di Lauro permette di attraversare un repertorio nel quale la chitarra assume un ruolo pienamente identitario. Non è soltanto strumento solista, né semplice veicolo di colori nazionali, ma voce capace di raccogliere una tradizione e di restituirla in forma colta, raffinata e immediatamente comunicativa. In Lauro la chitarra canta, danza, sospende il tempo, accompagna il movimento del corpo e allo stesso tempo costruisce piccole architetture di grande eleganza.
Uno degli aspetti più importanti della sua scrittura è il rapporto con il vals venezolano. Lauro comprese come questa forma, nata dall’incontro tra modelli europei e sensibilità locale, potesse diventare per la chitarra ciò che altre danze nazionali erano state per molti compositori romantici e novecenteschi: non semplice genere d’occasione, ma materia poetica e identitaria. Nei suoi valzer la pulsazione ternaria viene spesso attraversata da accenti, spostamenti e ambiguità ritmiche che danno alla musica una morbidezza particolare, sospesa tra eleganza salottiera e vitalità popolare.
Pagine come Natalia, Tatiana, Andreína, Yacambú, El Marabino, María Luisa o Angostura mostrano con chiarezza questa capacità di unire immediatezza melodica e raffinatezza strumentale. Le melodie sembrano nascere con assoluta semplicità, ma la loro apparente naturalezza è sostenuta da un lavoro sottile sull’armonia, sul basso, sulle risonanze e sull’equilibrio delle voci. Il canto non è mai isolato: vive dentro il movimento stesso della chitarra, sostenuto da una scrittura idiomatica e fluida.
Accanto ai valzer, il mondo di Lauro comprende anche pagine di carattere più ampio o più energico, nelle quali emergono altri aspetti della tradizione venezuelana. Seis por derecho, ad esempio, richiama il joropo e il mondo dell’arpa venezuelana, trasformando il ritmo popolare in una pagina virtuosistica e brillante. Qui la chitarra diventa strumento percussivo, danzante, pieno di slancio, capace di evocare una festa sonora senza perdere controllo formale.
La Suite Venezolana rappresenta invece uno dei momenti più significativi della produzione di Lauro per la capacità di organizzare diversi caratteri all’interno di una forma più articolata. Registro, Danza negra, Canción e Vals mostrano quattro volti complementari dello stesso universo: la libertà introduttiva, il movimento ritmico, la cantabilità e la grazia danzante. In questa suite si coglie bene la volontà di Lauro di dare alla chitarra un repertorio nazionale moderno, capace di dialogare con la tradizione europea senza rinunciare alla propria radice venezuelana.
Il fascino della musica di Lauro sta proprio nella sua limpidezza. Non cerca la complessità appariscente, né l’effetto sperimentale, ma una forma di comunicazione diretta e profonda. Questa chiarezza, tuttavia, non deve essere confusa con semplicità esecutiva o interpretativa. Dietro ogni pagina si nasconde un equilibrio delicato tra rubato e precisione, canto e ritmo, eleganza e impulso popolare. La difficoltà principale è restituire il carattere naturale di questa musica senza banalizzarla, lasciando respirare la melodia ma mantenendo sempre viva la pulsazione interna.
Cristiano Poli Cappelli affronta questo repertorio valorizzandone la doppia anima: da un lato la raffinatezza concertistica, dall’altro la vitalità spontanea della tradizione venezuelana. La sua lettura richiede controllo del suono, senso del fraseggio e attenzione alle sfumature ritmiche, ma anche una capacità particolare di far emergere la dimensione affettiva della musica di Lauro. Ogni brano sembra raccontare un piccolo mondo: un ricordo, un paesaggio, una danza, una figura amata, una luce lontana.
In Lauro la nostalgia non è mai pesantezza. Anche nei momenti più malinconici, la musica conserva una grazia luminosa, una dolcezza trattenuta, un senso di movimento che impedisce al canto di fermarsi in pura contemplazione. È una malinconia viva, attraversata dal ritmo, dalla memoria e da una naturale eleganza popolare. Proprio per questo le sue pagine continuano a essere amate dai chitarristi e dal pubblico: parlano con immediatezza, ma rivelano profondità a ogni nuovo ascolto.
Il valore di questo disco sta dunque nella possibilità di ascoltare Antonio Lauro non soltanto come autore di celebri valzer per chitarra, ma come compositore capace di costruire un vero linguaggio. La sua musica ha contribuito in modo decisivo a dare alla chitarra latinoamericana una voce autonoma, riconoscibile e pienamente concertistica. Non una musica “minore” o di colore, ma un repertorio fondamentale per comprendere il Novecento chitarristico.
Questa pubblicazione restituisce la ricchezza di un autore che ha saputo trasformare la tradizione venezuelana in forma d’arte. Attraverso il lavoro di Cristiano Poli Cappelli, la chitarra di Lauro emerge in tutta la sua eleganza: cantabile, ritmica, affettuosa, brillante, intimamente legata alla terra da cui proviene e allo stesso tempo capace di parlare un linguaggio universale. Un disco che invita ad ascoltare Lauro con attenzione nuova, riconoscendolo come una delle voci più poetiche e necessarie della chitarra del Novecento.
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