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Duo Pace - Poli Cappelli: 

CASTELNUOVO-TEDESCO: Complete Music for 2 Guitars


(Brilliant Classics

‍Nel panorama della chitarra italiana del Novecento, Mario Gangi rappresenta una figura di particolare importanza: interprete, didatta, compositore, revisore e instancabile promotore dello strumento. La sua attività attraversa ambiti diversi, dalla concertistica alla didattica, dalla trascrizione alla composizione originale, lasciando un segno profondo nella formazione di generazioni di chitarristi e nella definizione di una moderna scuola italiana della chitarra.

‍Il progetto del Duo Pace Poli Cappelli dedicato all’integrale delle musiche per due chitarre di Gangi assume quindi un valore significativo, perché permette di osservare un aspetto meno frequentato ma estremamente interessante del suo catalogo. Se Gangi è spesso ricordato per il suo ruolo didattico, per il celebre Metodo e per la produzione destinata alla chitarra sola, le opere per due chitarre mostrano con chiarezza una scrittura più ampia, cameristica e libera, nella quale il dialogo tra gli strumenti diventa occasione di colore, invenzione ritmica e confronto tra stili diversi.

‍Il programma raccoglie tre suites — Suite Italiana, Suite Spagnola e Suite Barocca — insieme a due pagine autonome, Fantas e Fabulae. Ne nasce un percorso molto vario, costruito intorno a tre grandi direzioni: il rapporto con le identità nazionali, la memoria della tradizione storica e l’apertura a un linguaggio più moderno, rapsodico e personale. La chitarra a due voci diventa così uno spazio in cui Gangi può far convivere cantabilità, ritmo, leggerezza, brillantezza e gusto per la forma breve.

‍La Suite Italiana apre il disco con un omaggio alla tradizione musicale italiana, intesa non come citazione folklorica superficiale, ma come memoria di gesti, danze, atmosfere e caratteri. Nei tre movimenti — Allegro vivo, Adagio e Allegro spigliato — si avverte una scrittura limpida, comunicativa, attraversata da un senso naturale del canto e del movimento. L’Italia evocata da Gangi è luminosa, teatrale, immediata, ma sempre filtrata da una mano esperta, capace di mantenere equilibrio tra spontaneità e controllo formale.

‍L’Adagio centrale rappresenta il momento più raccolto della suite. Qui le due chitarre costruiscono uno spazio più intimo, nel quale il dialogo si fa morbido, cantabile, quasi vocale. Il movimento conclusivo restituisce invece energia e leggerezza, con una scrittura agile e brillante che mostra bene il lato più estroverso di Gangi: una musica capace di parlare con immediatezza senza rinunciare alla qualità della costruzione.

‍La Suite Spagnola si colloca in un territorio diverso, legato a una tradizione profondamente connessa alla storia della chitarra. Andalusa, Fandango e Sevillana richiamano forme, ritmi e colori del mondo iberico, ma anche in questo caso Gangi evita la semplice imitazione di maniera. Il riferimento spagnolo diventa soprattutto occasione per esplorare il ritmo, l’accento, il contrasto tra canto e danza, la tensione tra eleganza e vitalità popolare.

‍In questa suite il duo chitarristico assume una dimensione particolarmente teatrale. Le due chitarre si rispondono, si incalzano, alternano ruoli melodici e armonici, creando un gioco di piani sonori che restituisce il carattere danzante dei brani senza perdere chiarezza. Il Fandango e la Sevillana, in particolare, mostrano la capacità di Gangi di trasformare modelli riconoscibili in pagine concertistiche efficaci, brillanti e pienamente idiomatiche.

‍La Suite Barocca apre invece una prospettiva storica. Adagio, Minuetto, Allegro e Giga guardano al mondo della suite antica, ma senza intenzione archeologica o puramente imitativa. Gangi rilegge il barocco attraverso la sensibilità del Novecento e attraverso le possibilità specifiche delle due chitarre. La forma antica diventa così un punto di partenza per una scrittura elegante, ordinata, vivace, nella quale il riferimento stilistico viene trattato con rispetto ma anche con libertà.

‍Il fascino della Suite Barocca sta proprio in questo equilibrio tra memoria e invenzione. Il Minuetto e la Giga conservano il profilo danzante dei modelli storici, ma parlano con un linguaggio naturale e moderno. Le due chitarre permettono di chiarire le linee, separare le funzioni, dare rilievo al dialogo interno della scrittura. Ne risulta una pagina che non cerca il travestimento antico, ma una forma di omaggio intelligente e misurato.

‍Fantas e Fabulae rappresentano il lato più libero e contemporaneo del programma. Qui Gangi sembra allontanarsi dalle cornici stilistiche delle tre suites per costruire un discorso più personale, rapsodico e meno legato a un riferimento nazionale o storico immediatamente riconoscibile. La forma si fa più aperta, il linguaggio armonico più mobile, il rapporto tra le due chitarre più imprevedibile.

‍In Fantas emerge una scrittura energica, luminosa, attraversata da una vitalità che sembra riflettere anche l’interesse di Gangi per linguaggi moderni e popolari, compreso il jazz. Non si tratta però di contaminazione esteriore: gli elementi ritmici e armonici vengono assorbiti in un discorso chitarristico coerente, nel quale la libertà formale non compromette mai la chiarezza dell’insieme.

‍Fabulae suggerisce invece una dimensione più narrativa. Il titolo rimanda al racconto, alla favola, a una successione di immagini e gesti musicali che sembrano nascere l’uno dall’altro con naturalezza. Le due chitarre diventano qui voci di un piccolo teatro strumentale: ora dialogano, ora si sovrappongono, ora sembrano commentare da prospettive diverse lo stesso materiale musicale.

‍Il valore di questa integrale sta nella capacità di mostrare una parte della produzione di Gangi in cui convivono molte delle sue anime: il musicista colto, il didatta, il conoscitore profondo dello strumento, l’autore sensibile alla tradizione e al tempo stesso aperto a linguaggi più moderni. Le opere per due chitarre non appaiono come semplici pagine d’occasione, ma come un corpus coerente, capace di arricchire il repertorio cameristico italiano per chitarra.

‍La difficoltà principale di questo repertorio non è soltanto tecnica. È soprattutto stilistica. Occorre passare dalla brillantezza italiana al colore spagnolo, dalla misura barocca alla libertà rapsodica di Fantas e Fabulae, mantenendo sempre equilibrio tra le due parti. Il duo deve suonare come un organismo unitario, ma senza cancellare il dialogo, la risposta, la differenza dei piani sonori.

‍Il Duo Pace Poli Cappelli affronta queste pagine valorizzandone la chiarezza, la cantabilità e la varietà dei caratteri. La scrittura di Gangi richiede precisione ritmica, controllo del suono e senso cameristico, ma anche naturalezza comunicativa. È musica che non deve essere appesantita, perché vive di freschezza, movimento, eleganza e intelligenza strumentale.

‍Questo disco permette quindi di riconsiderare Mario Gangi non soltanto come grande figura della didattica e dell’interpretazione chitarristica italiana, ma anche come compositore capace di offrire al duo di chitarre un repertorio originale, vario e pienamente idiomatico. Le sue opere per due chitarre mostrano uno strumento capace di danzare, cantare, evocare tradizioni diverse e aprirsi a una modernità misurata, sempre sostenuta da un profondo amore per la chitarra.

‍L’integrale del Duo Pace Poli Cappelli restituisce dunque un patrimonio prezioso della musica italiana per chitarra. Attraverso la Suite Italiana, la Suite Spagnola, la Suite Barocca, Fantas e Fabulae emerge il ritratto di un autore capace di unire mestiere, fantasia, chiarezza e sensibilità strumentale. Un repertorio che conferma l’importanza di Mario Gangi nella storia della chitarra del Novecento e mostra quanto il duo chitarristico possa essere uno spazio vivo di dialogo, colore e invenzione.

 

Assolo Produzioni Musicali

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