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Duo Pace - Poli Cappelli: 

CASTELNUOVO-TEDESCO: Complete Music for 2 Guitars


(Brilliant Classics

‍Nel catalogo chitarristico di Mario Castelnuovo-Tedesco, le opere per due chitarre occupano una posizione di assoluto rilievo. Non rappresentano una semplice appendice cameristica alla sua produzione per chitarra sola, ma uno spazio compositivo autonomo, nel quale il dialogo tra i due strumenti diventa occasione per esplorare contrappunto, memoria storica, cantabilità, gioco formale e ricchezza timbrica. In queste pagine Castelnuovo-Tedesco affida al duo chitarristico una scrittura di straordinaria ambizione, capace di unire rigore e fantasia, tradizione europea e naturalezza strumentale.

‍Il progetto del Duo Pace Poli Cappelli dedicato all’integrale delle musiche per due chitarre assume quindi un valore particolarmente significativo. Raccogliere in un’unica pubblicazione la Sonatina Canonica op. 196, Les Guitares bien tempérées op. 199 e la Fuga Elegiaca op. 210a significa restituire unità a uno dei nuclei più importanti della produzione chitarristica del compositore. Il duo non viene mai trattato come semplice ampliamento dello strumento solista, ma come organismo cameristico vero e proprio, capace di sostenere forme ampie, strutture contrappuntistiche complesse e una sorprendente varietà di caratteri.

‍Il centro ideale del disco è costituito da Les Guitares bien tempérées, ciclo monumentale di 24 preludi e fughe in tutte le tonalità maggiori e minori. Il riferimento al Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach è evidente fin dal titolo, ma Castelnuovo-Tedesco non si limita a un omaggio formale. Egli ripensa l’idea bachiana attraverso la sensibilità del Novecento e attraverso le possibilità specifiche delle due chitarre, costruendo una raccolta nella quale ogni preludio e ogni fuga possiedono una fisionomia autonoma, un colore preciso, una piccola identità poetica.

‍La grandezza di questo ciclo sta nell’equilibrio tra disciplina e immaginazione. Da un lato vi è il controllo della forma, la chiarezza del contrappunto, la consapevolezza della tradizione; dall’altro una libertà inventiva capace di trasformare ogni brano in un mondo a sé. Castelnuovo-Tedesco utilizza spesso materiali semplici e riconoscibili, ma li lavora con una sapienza tale da far emergere continuamente caratteri diversi: ora lirici, ora ironici, ora pastorali, ora drammatici, ora brillanti, ora malinconici.

‍In Les Guitares bien tempérées le due chitarre non procedono mai come strumenti sovrapposti in modo meccanico. A volte dialogano in imitazione, a volte si dividono melodia e accompagnamento, a volte costruiscono un tessuto polifonico fitto e continuo, a volte sembrano alternarsi come due personaggi di una scena teatrale. Il risultato è una scrittura di grande finezza, nella quale la complessità non diventa mai pesantezza e il rigore non cancella il piacere dell’ascolto.

‍La fuga, in particolare, diventa per Castelnuovo-Tedesco una forma viva, non un esercizio accademico. Ogni soggetto possiede un carattere, un gesto, quasi una propria identità psicologica. Lo sviluppo contrappuntistico anima il discorso dall’interno, permettendo alle due chitarre di costruire una polifonia chiara, mobile e luminosa. In questo senso, il ciclo dimostra quanto la chitarra, spesso associata alla miniatura o alla dimensione lirica, possa sostenere anche una delle forme più alte e severe della tradizione occidentale.

‍Accanto al grande ciclo dei preludi e fughe, la Sonatina Canonica op. 196 rappresenta un momento di particolare grazia e leggerezza. È una pagina nella quale Castelnuovo-Tedesco mostra il proprio gusto per il gioco formale, per la chiarezza del disegno e per una scrittura elegante, mai inutilmente complessa. Il titolo richiama la tecnica canonica, ma la musica conserva un carattere fresco, brillante, quasi sorridente. La costruzione è rigorosa, eppure appare naturale, come spesso accade nelle pagine migliori del compositore.

‍Nei tre movimenti della Sonatina Canonica si riconoscono alcune qualità fondamentali del linguaggio di Castelnuovo-Tedesco: la limpidezza melodica, l’equilibrio delle proporzioni, il gusto per la danza, la capacità di unire contrappunto e immediatezza comunicativa. Il primo movimento introduce un clima di elegante mobilità; il Tempo di Siciliane apre una dimensione più cantabile e sospesa; il Fandango en Rondeau conclude il lavoro con uno slancio ritmico di evidente sapore iberico, sempre filtrato attraverso una scrittura colta e controllata.

‍La Fuga Elegiaca op. 210a assume invece un valore più intimo, quasi testamentario. Qui il contrappunto non appare più come gioco intellettuale o come sfida compositiva, ma come forma di commiato. Il carattere elegiaco del titolo attraversa l’intera pagina: la musica sembra guardare indietro, raccogliere una memoria, trattenere una voce destinata a spegnersi. La scrittura resta lucida e sorvegliata, ma il tono è più raccolto, più grave, attraversato da una malinconia profonda.

‍Posta accanto a Les Guitares bien tempérées, la Fuga Elegiaca sembra chiudere idealmente un cerchio. Se il grande ciclo op. 199 rappresenta l’affermazione più ampia e compiuta del pensiero contrappuntistico di Castelnuovo-Tedesco per due chitarre, questa fuga ne offre una versione più concentrata, essenziale, quasi spoglia. È come se il compositore tornasse alla forma della fuga non per dimostrare una tecnica, ma per consegnarle un pensiero ultimo, più interiore e meditativo.

‍Il valore dell’integrale proposta dal Duo Pace Poli Cappelli sta nella capacità di mostrare la straordinaria coerenza di questo repertorio. Le opere per due chitarre di Castelnuovo-Tedesco non sono pagine occasionali, ma parti di un discorso più ampio sulla natura dello strumento, sulla sua possibilità di farsi voce polifonica, sulla sua capacità di dialogare con la tradizione europea senza perdere identità timbrica e naturalezza espressiva.

‍La difficoltà principale di queste opere non è soltanto tecnica, pur essendo evidente l’impegno richiesto da un ciclo come Les Guitares bien tempérées. La vera sfida è musicale: mantenere la chiarezza delle linee, dare senso a ogni imitazione, evitare che il contrappunto diventi meccanico, costruire un equilibrio continuo tra le due parti. In questo repertorio il duo deve pensare come un unico strumento a quattro mani, ma anche come due voci autonome, capaci di respirare insieme e di differenziarsi quando la scrittura lo richiede.

‍Castelnuovo-Tedesco scrive per due chitarre con una conoscenza sorprendente delle possibilità dello strumento. Pur non essendo chitarrista, riesce a immaginare una sonorità idiomatica, naturale, profondamente efficace. Le sue pagine non cercano l’effetto esteriore, ma una forma di chiarezza superiore: ogni nota sembra avere una funzione, ogni voce una direzione, ogni episodio un carattere preciso. È una scrittura nella quale l’intelligenza compositiva non cancella mai la freschezza dell’invenzione.

‍L’ascolto di questa integrale permette quindi di riconoscere Castelnuovo-Tedesco come uno dei grandi costruttori del repertorio chitarristico moderno. La sua musica per due chitarre unisce la memoria di Bach, il gusto italiano per il canto, il fascino della cultura iberica, l’esperienza novecentesca e una straordinaria capacità di trasformare la forma in racconto. Non si tratta di musica “per chitarristi” in senso riduttivo, ma di musica pienamente cameristica, capace di parlare al repertorio generale attraverso la voce particolare della chitarra.

‍Il disco del Duo Pace Poli Cappelli restituisce dunque un patrimonio di grande valore storico e musicale. Attraverso la Sonatina Canonica, Les Guitares bien tempérées e la Fuga Elegiaca emerge il ritratto di un compositore capace di fare delle due chitarre un piccolo universo sonoro: intimo e vasto, rigoroso e immaginativo, colto e immediatamente comunicativo. Un repertorio che conferma la centralità di Castelnuovo-Tedesco nella storia della chitarra del Novecento e la piena dignità del duo chitarristico come forma cameristica autonoma, ricca e profondamente espressiva.

 

Assolo Produzioni Musicali

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