BACH - DUBOIS: DAS WOHLTEMPERIERTE KLAVIER per pianoforte a 4 mani - livre II
Tra le opere di Johann Sebastian Bach, il Das Wohltemperierte Klavier occupa un posto centrale non soltanto nella storia della musica per tastiera, ma nell’intero percorso della musica occidentale. I due libri che lo compongono raccolgono ciascuno 24 Preludi e Fughe in tutte le tonalità maggiori e minori, offrendo una delle più alte testimonianze della sapienza contrappuntistica, dell’invenzione formale e della visione musicale del compositore tedesco.
Se il Libro I rappresenta già un momento fondamentale nella definizione di un nuovo orizzonte armonico e tastieristico, il Libro II appare come una sorta di ulteriore approfondimento, più maturo, più libero e per molti aspetti ancora più complesso. Bach non si limita a ripetere il modello già realizzato nel primo ciclo, ma torna sulla stessa idea con una consapevolezza diversa, ampliando il linguaggio, variando i caratteri, rendendo ancora più ricca la relazione tra preludio e fuga.
Il significato storico dell’opera resta legato alla possibilità, ormai pienamente affermata, di attraversare tutte le tonalità all’interno di un unico sistema di accordatura. Nel periodo di Bach, il problema del temperamento era tutt’altro che secondario: la possibilità di suonare in tutte le tonalità senza dover modificare l’accordatura dello strumento rappresentava una conquista decisiva. Il Clavicembalo ben temperato non è dunque soltanto una raccolta di straordinari brani musicali, ma anche una dimostrazione concreta di un nuovo modo di pensare lo spazio tonale.
Nel Libro II questa visione appare ancora più ampia. Ogni tonalità diventa occasione per costruire un mondo autonomo, con un proprio carattere, una propria densità espressiva, una propria architettura interna. I preludi assumono forme molto diverse tra loro: talvolta vicine alla danza, talvolta alla toccata, talvolta all’invenzione o alla pagina cantabile. Le fughe, a loro volta, mostrano una varietà sorprendente di soggetti, scritture e soluzioni contrappuntistiche, confermando la capacità di Bach di trasformare una forma severa in un organismo vivo, sempre rinnovato.
Proprio per la sua importanza storica e per la sua inesauribile ricchezza musicale, il Clavicembalo ben temperato è stato nei secoli non soltanto punto di riferimento per pianisti, clavicembalisti e organisti, ma anche oggetto di studio, analisi e trascrizione da parte di numerosi compositori. Tra questi vi è Théodore Dubois, compositore, organista e importante didatta francese, che nel 1914 realizzò una trascrizione per pianoforte a quattro mani dei due libri dell’opera bachiana.
La versione di Dubois nasce con un intento dichiaratamente pratico e musicale: rendere più chiara la complessità della scrittura bachiana attraverso la distribuzione delle voci tra due esecutori. Basandosi sull’edizione curata da Carl Czerny e pubblicata dalla casa editrice Peters di Lipsia, Dubois afferma nella prefazione di voler mantenere la massima fedeltà al testo originale, riservandosi soltanto poche libertà, soprattutto nella disposizione della linea del basso.
Questa apparente semplificazione, tuttavia, non rende l’esecuzione meno impegnativa. Al contrario, la trascrizione per pianoforte a quattro mani evidenzia con particolare chiarezza la struttura polifonica dell’opera, ma richiede ai due interpreti un controllo assoluto dell’insieme, una precisione ritmica rigorosa, una perfetta condivisione del fraseggio e una profonda comprensione del contrappunto bachiano. La difficoltà non risiede soltanto nell’esecuzione delle singole parti, ma nella capacità di far emergere le voci con equilibrio, senza appesantire la scrittura e senza perdere la naturalezza del discorso musicale.
Dopo aver dedicato una precedente pubblicazione al Libro I del Clavicembalo ben temperato nella versione per pianoforte a quattro mani di Théodore Dubois, gli stessi interpreti proseguono ora il lavoro intrapreso affrontando il Libro II. Questa nuova incisione non nasce quindi come progetto isolato, ma come naturale prosecuzione di un percorso di studio, riscoperta e valorizzazione di una trascrizione tanto rara quanto significativa. La continuità tra le due pubblicazioni permette di restituire nella sua interezza il disegno bachiano attraverso lo sguardo di Dubois, offrendo all’ascoltatore la possibilità di seguire l’evoluzione del capolavoro bachiano da una prospettiva cameristica originale e poco frequentata.
Il Libro II, in particolare, pone agli interpreti sfide ancora più sottili. La maggiore varietà dei caratteri, la complessità di alcune fughe, la ricchezza delle soluzioni formali e la maturità della scrittura richiedono un lavoro di insieme estremamente raffinato. Nella versione a quattro mani, ogni preludio e ogni fuga diventano non soltanto una prova di lettura contrappuntistica, ma anche un vero esercizio di ascolto reciproco. I due pianisti devono respirare come un unico organismo, pur mantenendo la chiarezza delle singole linee.
Anche in questa nuova registrazione si alternano quattro duo, ciascuno impegnato in una sezione di sei Preludi e Fughe. I primi sei numeri sono affidati al Duo Palmas, formato da Cristina e Luca Palmas; la serie dal numero 7 al numero 12 al duo composto da Adolfo Capitelli e Andrea Calvani; i Preludi e Fughe dal numero 13 al numero 18 al duo formato da Sara Dominici e Massimo Perciaccante; gli ultimi sei al Duo Five o’ clock, formato da Emilija Pinto e Massimiliano Chiappinelli.
Questa suddivisione consente di attraversare il Libro II come un grande percorso unitario ma anche come una successione di prospettive interpretative diverse. Ogni duo porta con sé una propria sensibilità, un proprio modo di intendere il suono, il fraseggio e la costruzione polifonica, contribuendo a restituire la varietà interna dell’opera senza comprometterne l’unità complessiva. La presenza degli stessi interpreti coinvolti nella precedente pubblicazione rafforza inoltre il senso di continuità del progetto, che appare come un lavoro collettivo costruito nel tempo e non come una semplice successione di incisioni separate.
La registrazione è stata realizzata nella sala da concerto dell’Accademia Ludus Tonalis di Riano, ambiente particolarmente adatto a un lavoro di questa natura per equilibrio acustico e qualità dello strumento. Il pianoforte Yamaha C6, accordato per l’occasione da Mauro Buccitti, ha permesso di valorizzare la chiarezza della scrittura, la profondità del registro grave e la trasparenza delle voci, elementi fondamentali in un’opera in cui ogni dettaglio contrappuntistico assume un peso decisivo.
Come per il Libro I, anche questo secondo capitolo si collega a un più ampio progetto concertistico e culturale dedicato alla riscoperta del Clavicembalo ben temperato nella versione di Théodore Dubois. La registrazione non rappresenta dunque soltanto un documento discografico, ma il risultato di un percorso condiviso tra studio, esecuzione pubblica, ricerca interpretativa e valorizzazione di una trascrizione tanto rara quanto significativa.
Il Libro II del Clavicembalo ben temperato nella versione per pianoforte a quattro mani di Dubois permette di ascoltare Bach da una prospettiva diversa. La distribuzione delle voci tra due interpreti illumina la struttura interna della scrittura, rende più evidente il dialogo tra le parti e offre una nuova esperienza d’ascolto di pagine tra le più alte della storia della musica. Non si tratta di sostituire l’originale, ma di aprirlo a una diversa dimensione cameristica, nella quale la complessità bachiana diventa dialogo, respiro condiviso e architettura sonora a quattro mani.
Questa produzione completa idealmente un lavoro di grande interesse storico e musicale: la riscoperta di una versione rara, rispettosa e intelligente di uno dei capolavori assoluti della letteratura tastieristica. Attraverso il secondo libro, il progetto Bach-Dubois conferma la forza inesauribile del pensiero bachiano e mostra come una trascrizione, quando nasce da profonda conoscenza e rispetto del testo, possa diventare non una semplice riduzione, ma una nuova possibilità di ascolto.
Via Genova, 18
00045 Genzano di Roma (RM)
tel. 349.6359958 - 347.3723910
E-mail: info@assoloproduzionimusicali.it